Guida strategica alla SEO nel 2026: ha ancora senso con l’AI?

SEO 2026

La domanda che il mercato digital si pone ogni mese è sempre la stessa: la SEO nel 2026 è ancora rilevante? La risposta è un sì qualificato e importante: sì, ma non è più quella che conoscevamo. L’arrivo massivo di AI search (Google AI Overviews, ChatGPT, Perplexity, Bing Copilot) ha trasformato il game, riducendo i clic diretti ai siti, frammentando i canali di discovery e introducendo nuove regole di visibilità. Ma paradossalmente, la SEO è diventata ancora più strategica di prima: non più “scrivere articoli con keyword”, bensì presidiare ecosistemi di ricerca che Google, ChatGPT e gli altri AI controllano sempre più strettamente.

In questa guida esploreremo cosa è realmente cambiato, quali numeri contiamo su, e soprattutto quali strategie concrete e data-driven portano risultati nel 2026.

Il paradosso del 2025: Google cresce, ma i clic crollano

Il primo dato che sorprende è questo: il volume totale di ricerca su Google è cresciuto del 21.6% da 2023 a 2024, ma i clic verso i siti web sono rimasti piatti o addirittura diminuiti. Come è possibile?

La risposta sta nel cambio di forme di risposta che Google offre. Quando un utente fa una ricerca, sempre più spesso:

  • L’AI Overview di Google gli restituisce una risposta completa direttamente sulla SERP
  • Non ha motivo di cliccare, perché la sua domanda è già stata risolta
  • Il traffico “sfugge” dai siti al motore di ricerca stesso

I numeri nel dettaglio

Nel 2024, le ricerche “zero-click” (quelle che non generano clic verso nessun sito esterno) erano già al 58.5% negli USA e 59.7% nell’UE. Nel 2025, analisti stimano che oltre il 70% delle ricerche potrebbe non generare alcun click esterno verso la fine dell’anno, principalmente a causa della crescita di AI Mode e AI Overviews.

La quota di query che attiva AI Overviews è saltata dal 6.49% a gennaio 2025 al 13.14% a marzo 2025 — raddoppiato in tre mesi.​ Allo stesso tempo, Google AI Overviews riducono il click-through rate (CTR) organico di circa il 20-40% nei settori dove appaiono con frequenza.

Il panorama dei concorrenti: ChatGPT e Perplexity dominano

Mentre Google si evolve, la battaglia per il traffico di ricerca si è frammentata su nuovi fronti. Non è più soltanto Google vs il web; è Google, ChatGPT, Perplexity, Copilot e Gemini che competono per l’attenzione degli utenti in modi diversi.

Dati di mercato (novembre 2025)

  • ChatGPT: 81.84% della quota di mercato AI chatbot globale
  • Perplexity: 11.06% (consolidato come secondo player)
  • Microsoft Copilot: 3.06%
  • Google Gemini: 2.97%

Fonte: Statcounter

In termini di volume, ChatGPT riceve 37.5 milioni di prompt al giorno (comunque infinitesimale rispetto ai 14 miliardi di ricerche giornaliere di Google), ma il dato importante è la crescita: fra gennaio e aprile 2025, la quota di traffico internet da ChatGPT è raddoppiata, da 0.0793% a 0.1587%.

Perplexity, il competitor più intelligente per SEO: A differenza di ChatGPT (che è generico), Perplexity si posiziona come motore di ricerca AI che cita le fonti e fornisce risposte strutturate. Per questo genera traffico più qualificato ai siti: i visitor da Perplexity restano in media 552.8 secondi (quasi 10 minuti) sul sito referrer, superiore ai tempi medi di organic search.

Negli USA, dove Perplexity è più forte, cattura il 19.73% del traffico AI (superiore alla media globale dell’11%). È il player su cui molti editori iniziano a focalizzarsi per “visibilità AI”.

La trasformazione della ricerca: da keyword a relevance engineering

Nel 2026, il concetto stesso di “SEO” sta cambiando. Gli esperti del settore non parlano più di “keyword ranking” ma di “Relevance Engineering”: l’ottimizzazione per visibilità in ecosistemi dove ogni utente vede una risposta personalizzata.

Perché? Perché i motori di ricerca e gli AI search non restituiscono più uno stesso SERP uguale per tutti:

  • Google AI Mode mostra risposte conversazionali, non ranghe di link blu
  • ChatGPT e Perplexity generano risposte uniche per ogni prompt, basate su storia conversazionale e preferenze
  • Google Web Guide combina SERP tradizionali con guide strutturate e AI-powered

In questo contesto, il tracciamento di keyword e il “posizionamento” diventano metriche obsolete. Il vero valore è essere citato, linkato e visibile all’interno delle risposte che i sistemi AI generano.

E-E-A-T: da linea guida a fattore di ranking implicito

Google ha enfatizzato E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) per anni, ma per la SEO nel 2026 è diventato il cardine della valutazione qualitativa.

Cosa significa in pratica:

  • Experience (nuova “E”): Non basta dire di aver fatto qualcosa; devi dimostrare di averlo realmente fatto. Case study con dati reali, screenshot di processi, video personali, risultati misurabili.
  • Expertise: Contenuti che mostrano conoscenza profonda, non superficie. Non “cos’è l’AI”, ma “come abbiamo usato l’AI per ridurre il costo di acquisizione del 30% in 60 giorni” (con numeri).
  • Authoritativeness: Menzioni in pubblicazioni di settore, social proof, citazioni da siti autorevoli, posizionamento come thought leader.
  • Trustworthiness: Trasparenza su chi sei, cosa vendi, come i tuoi contenuti sono fatti. Reviewer/author box con credenziali verificabili.

L’impatto concreto: Nel 2025, Google ha tightened E-E-A-T requirements, rendendo molto più difficile per contenuti mediocri di ranking bene. Il messaggio è chiaro: in un’epoca dove l’AI può generare testo infinito, la qualità umana e l’expertise verificabile sono il tuo differenziale.

Voice Search e Local SEO: il 58% dei vostri clienti parla, non digita

Un trend spesso sottovalutato: 58% di tutte le ricerche vocali sono per ricerche locali (ad es. “dove trovo un bravo ginecologo vicino a me?”).

Nel 2026, se non siete ottimizzati per voice search, perdete una fonte di traffico localissimo e ad altissima intenzione d’acquisto.

Come ottimizzare per voice:

  • FAQ page strutturate che rispondono a domande conversazionali (“Quanto costa?”, “Dove siete?”, “Avete parcheggio?”)
  • Answer-first content structure: lead con la risposta diretta, poi develop
  • Page speed sotto 3 secondi: le ricerche vocali prediligono pagine veloci
  • Mobile optimization aggressivo: il 95% di voice search accade su mobile
  • Consistent NAP (Name, Address, Phone) across tutte le piattaforme
  • Google Business Profile completo e aggiornato regolarmente
  • Local schema markup (LocalBusiness, medicalBusiness, restaurant, etc.)

Digital PR: da nice-to-have a non-negotiable

Nel 2025, gli esperti SEO hanno un consenso nuovo: Digital PR è diventato essenziale per il 2026.

Perché? Perché:

  1. Backlink da siti autorevoli rimangono un segnale importante per Google (anche se non più il “fattore dominante”)
  2. Le menzioni in pubblicazioni di settore, media e autorità contribuiscono a E-E-A-T e a quanto sei citato nei sistemi AI
  3. ChatGPT e Perplexity preferiscono citare siti che hanno visibilità mediatica (è un proxy per autorevolezza)

Strategie Digital PR che funzionano nel 2026:

  • Data-driven research reports: raccogli dati, analizzali, pubblica insights unici. I giornalisti amano questo.
  • Expert commentary e opinion pieces: prendi posizione su trend del tuo settore e proponiila a media
  • Broken link campaigns: trova link rotti su siti autorevoli e offri il tuo contenuto come replacement
  • Relationship building: coltiva legami reali con giornalisti, blogger e influencer del tuo settore. Il successo arriva da relazioni, non da outreach di massa.

Metriche di successo: Monitora il referral traffic, i nuovi backlinks (soprattutto da domini di alta autorità), le branded mentions e volume di ricerca del tuo brand.

LLMs.txt e Web Guide: i nuovi file di configurazione

Pochi ne parlano ancora, ma LLMs.txt è il nuovo “robots.txt” per gli AI.

Cos’è? È un file di testo in Markdown che posizionate nella root del vostro sito (es. example.com/llms.txt) e che comunica direttamente ai sistemi AI quali sono le vostre pagine più importanti, in quale ordine, con quali descrizioni.

A differenza di sitemap.xml (che è per Google), llms.txt è curato per le preferenze di ChatGPT, Perplexity, Claude e altri LLM.

Cosa mettere in llms.txt:

  • URL delle vostre pagine migliori e più recenti
  • Titoli descrittivi (es. “Guida Completa al Content Marketing 2025” invece di “Blog Post #47”)
  • Ordine di priorità (le pagine più importanti per primi)
  • Eventuali attributi di metadata (freshness, topic, authority level)

Esempio di implementazione del file:

---------
# Holistika - High-Priority Content for AI Discovery

## Featured Articles & Guides
https://holistika.it/seo-2025-strategia - SEO Strategy for 2025-2026 in AI Era
https://holistika.it/content-marketing-framework - The Modern Content Framework
https://holistika.it/semantic-seo-guide - Entity-Based SEO Implementation Guide

## Case Studies & Research
https://holistika.it/case-study-ai-seo - How We Grew Organic Traffic 300% with Semantic SEO
https://holistika.it/data-report-2025 - 2025 SEO Performance Benchmark Report

## Core Resources
https://holistika.it/services - Core Service Offerings
https://holistika.it/about - About Holistika
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Perché importa? Perché quando Perplexity o ChatGPT crawlano il vostro sito, leggono llms.txt e capiscono subito quali contenuti meritano attenzione. Senza, rischiano di citare page secondarie o datate.

Web Guide: il nuovo SERP format di Google per informational queries

Google sta introducendo Web Guide, un formato ibrido tra SERP tradizionale e AI overview. Nel 2026, Web Guide potrebbe diventare il formato dominante per ricerche informazionali.

Che aspetto ha? Una combinazione di:

  • AI-generated summary in alto
  • Sezioni tematiche curate da Google (non solo liste di link)
  • Link ai siti che Google giudica più pertinenti per ogni sezione

Implicazione per SEO: Non basta rankare per una keyword; devi rankare dentro la struttura semantica che Google costruisce attorno a quella keyword. Significa:

  • Contenuti che coprano i subtopic che Google identifica come correlati
  • Struttura hiearchica chiara (H1 → H2 → H3)
  • Schema markup che aiuti Google a capire quale sezione del tuo contenuto affronta quale tema
  • Link interni che connettono cluster di contenuto

Content Clusters e Topical Authority: la formula SEO del 2026

Nel 2026, nessuno rankha bene creando articoli isolati. Il modello che funziona è il cluster di contenuto intorno a topic core:

  1. Pillar Page: articolo lunghissimo (2000+ parole) che copre un tema ampio es. “Content Marketing: Guida Completa 2025”
  2. Cluster Pages: 5-15 articoli che coprono subtopic specifici (es. “SEO Copywriting”, “Content Distribution Channels”, “Metrics for Content ROI”, ecc.)
  3. Internal Linking Structure: la pillar page linká in modo strategico tutte le cluster pages; le cluster page rimandano alla pillar

Perché funziona:

  • Google capisce che il sito è autoritario su quel topic (non solo su una singola keyword)
  • La struttura è semanticamente logica: Google vede come i contenuti si relazionano
  • User experience migliora: chi entra su una pillar page può navigare facilmente a contenuti più specifici
  • Viene naturale la build di E-E-A-T: per coprire un topic ampiamente, devi dimostrare expertise reale

Metriche di successo di un cluster: Volume di keyword a cui rankate nei top 3, traffico cumulato al cluster, tempo medio speso in pagine del cluster, tasso di internal click fra pillar e cluster.

La sfida del contenuto AI: human-written vince 5.44x a 1

Nel 2025, il 74.2% delle nuove pagine web contiene qualche forma di contenuto generato da AI. Eppure, il contenuto scritto da umani continua a dominare in engagement e traffic.

Dati concreti:

  • Contenuto umano genera 5.44x più traffico rispetto al contenuto puramente AI in 5 mesi
  • Sessioni 41% più lunghe sulle pagine human-written
  • Bounce rate inferiore per contenuti che mostrano voice e perspettiva personale
  • Share rate superiore su social (gli utenti condividono ciò che risuona emotivamente)

Il modello che funziona nel 2026:

Non è “umano vs AI”, è “AI-assisted human creation”:

  1. AI per research & drafting: usa ChatGPT, Gemini o Perplexity per ricerca iniziale, outline e prima bozza
  2. Human per expertise & refinement: scrittore esperto aggiunge esempi personali, case study, dati proprietari, tonalità e insight unici
  3. AI per editing & optimization: rilancia ChatGPT per SEO optimization, keyword distribution, readability
  4. Human per final QA: controllo qualità finale, fact-check, brand voice alignment

Questo ciclo è più veloce che scrivere da zero (grazie all’AI), ma mantiene l’autenticità e la profondità che solo una persona esperta può portare.

Conclusioni: La SEO del 2026 è viva, ma è una disciplina diversa

La SEO nel 2025-2026 non è morta; si è trasformata. Non è più solo “rankare meglio di Google”, è presidiare ecosistemi di discovery che sono diventati più complessi, più semantici, più umani.

Le aziende che vinceranno nel 2026 sono quelle che:

  1. Accettano che il cambiamento è permanente e costruiscono processi agili (keyword research quarterly, content refresh continuous)
  2. Investono in content depth e E-E-A-T non in volume di contenuto
  3. Pensano semanticamente: topic, entità, relazioni, invece di keyword-per-keyword
  4. Diversificano la visibilità: non solo Google ranking, ma anche AI citation, media mentions, brand search, voice search
  5. Uniscono AI e human expertise: non sceglie l’uno o l’altro, ma usa l’AI per velocizzare e l’umano per elevare la qualità
  6. Costruiscono autorità pubblica: Digital PR, thought leadership, original research — tutto conta più di prima
  7. Misurano in modo nuovo: topical authority, entity mentions, AI traffic, E-E-A-T signals — non solo “clic”

Se siete pronti a cambiare il paradigma della vostra strategia di content e SEO, il 2026 sarà l’anno dove vedrete i risultati concreti. Se continuate a fare SEO come nel 2019, la vedrete lentamente dissolversi nel rumore di AI e zero-click.

La scelta è vostra. Il tempo per agire è ora.

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