
In sintesi: Google Business Profile, il vecchio Google My Business, è la scheda gratuita che mostra la tua attività su Google Ricerca e Maps, e spesso decide se un cliente in zona chiama te o il concorrente. Per farti trovare devi verificarla, compilarla campo per campo con dati reali e alimentarla con foto e recensioni. Le scorciatoie, come le parole chiave aggiunte al nome, possono portare alla sospensione.
Immagina un sabato mattina con un tubo che perde. Qualcuno a Novara cerca “idraulico” dal telefono e vede una mappa con tre attività: due hanno foto, orari e decine di recensioni, la terza solo il nome. Chiama la prima della lista, magari senza aprire nessuno dei tre siti.
Ecco un paradosso che incontriamo spesso. Molte PMI investono mesi sul sito e lasciano la scheda Google ferma da anni, con orari vecchi e una categoria approssimativa. Eppure, per chi cerca qualcosa di vicino, la scheda è spesso il primo contatto con l’attività.
Per questo curare il Google Business Profile è tra i primi passi che consigliamo nel marketing per piccole imprese. Qui trovi una guida operativa, dalla verifica alla misurazione dei contatti, mentre la strategia complessiva sta nella guida alla local SEO.
La scheda è la vetrina che i clienti vedono prima del sito
Google Business Profile è lo strumento gratuito con cui gestisci le informazioni della tua attività che compaiono su Google Ricerca e Google Maps: nome, indirizzo, orari, telefono, foto, servizi e recensioni. Prima si chiamava Google My Business, e molti lo chiamano ancora così.
Conta perché risponde subito alle domande pratiche: dove sei, se sei aperto, come ti chiamo. Spesso chi la legge chiama senza passare dal sito.
Cosa non c’è più, e cosa sta cambiando
Google ha dismesso la vecchia chat interna e ha chiuso i siti gratuiti con indirizzo business.site generati dal profilo: se il tuo link punta ancora lì, sostituiscilo. Alcuni profili verificati, però, possono aggiungere un contatto WhatsApp o via messaggio: trovi le opzioni in Modifica profilo, alla voce Contatto e poi Chat.
Anche le domande e risposte stanno cambiando. Nel registro delle modifiche per sviluppatori Google ha comunicato la chiusura dell’interfaccia di programmazione delle Q&A il 3 novembre 2025, spiegando che sta aggiornando la funzione. La notizia riguarda i software collegati e non descrive da sola cosa vedi su ogni profilo.
Quindi tieni aggiornati i dati e controlla ogni tanto come appare la tua attività, perché Google può integrare la scheda con altre fonti e con i contributi degli utenti.
Prima di ottimizzare la scheda devi possederla
Una scheda non verificata può comparire lo stesso, ma non la controlli tu. Cerca la tua attività su Maps e parti da lì.
- La scheda non esiste: vai su business.google.com/add, inserisci i dati e scegli un metodo di verifica.
- Esiste ma nessuno l’ha verificata: da Maps selezioni “Rivendica questa attività” e poi “Gestisci ora”.
- Qualcun altro l’ha già verificata: capita con ex agenzie o ex dipendenti. Chiedi la proprietà con la procedura prevista da Google.
I metodi di verifica attuali
La guida ufficiale alla verifica elenca registrazione video, telefono o SMS, email, videochiamata in diretta con l’assistenza e cartolina con un codice di 5 cifre. Non scegli tu: Google determina le opzioni in base al tipo di attività, alle informazioni pubbliche, alla regione e agli orari.
Sui tempi, la stessa pagina indica revisioni fino a 5 giorni lavorativi. La cartolina arriva in genere entro 14 giorni e il codice scade dopo 30. Se invece hai già verificato il sito in Search Console, la verifica può avvenire subito.
Cosa significa in pratica: verifica la scheda con un account Google aziendale, non con la casella personale di un dipendente, e aggiungi un secondo proprietario fidato, con un suo account e senza password condivise. Vediamo spesso aziende che perdono l’accesso con chi se ne va.
Google decide su tre fattori: pertinenza, distanza ed evidenza
Nella pagina con i suggerimenti per migliorare il posizionamento locale, Google dichiara tre fattori e precisa che non puoi pagare per salire in classifica.
- Pertinenza: quanto la scheda corrisponde a ciò che la persona cerca. Dipende da categorie, servizi, descrizione e attributi, cioè da te.
- Distanza: quanto sei lontano da chi cerca o dal luogo indicato nella ricerca. Non la controlli: un indirizzo corretto informa gli utenti, ma l’area di servizio non è un comando per posizionarti in tutti i comuni che elenchi.
- Evidenza: quanto conoscono la tua attività. Google cita il numero di recensioni, le valutazioni e i siti che rimandano a te.
Il sondaggio tra esperti Local Search Ranking Factors 2026 di Whitespark mette ai primi tre posti per la mappa categoria principale, vicinanza e parole chiave nel nome. È però un’opinione di professionisti, non il peso reale dell’algoritmo, e il nome gonfiato viola le linee guida.
Le recensioni alimentano l’evidenza
Secondo la Local Consumer Review Survey 2026 di BrightLocal, il 97 per cento dei consumatori legge recensioni quando sceglie un’attività locale e l’89 per cento si aspetta che il titolare risponda. Sono dichiarazioni di adulti statunitensi: indicano una tendenza da verificare sul tuo pubblico, non una percentuale valida in automatico in Italia.
Come chiederle e gestirle lo spieghiamo nell’articolo gemello sulle recensioni Google, e il quadro generale nella guida alla web reputation. Qui basta un consiglio: rispondi a più recensioni possibili, presto e senza frasi fotocopia.
Cosa significa in pratica: la pertinenza la costruisci in un pomeriggio, l’evidenza in mesi. Comincia dalla prima, ma non rimandare la seconda.
Ottimizzare il Google Business Profile campo per campo
Google lo dice esplicitamente: le attività con informazioni complete e accurate hanno più probabilità di comparire nei risultati locali.
Nome: quello dell’insegna, niente di più
Le linee guida per rappresentare la tua attività vietano nel nome slogan, orari, telefoni, indirizzi web, dati sulla posizione e informazioni sui prodotti. Usa il nome reale con cui ti riconoscono, anche se contiene una città, e non aggiungere città, servizi o keyword solo per posizionarti. “Pizzeria Da Mario” va bene. Al contrario, “Pizzeria Da Mario pizza napoletana Vercelli centro” attira sospensioni e segnalazioni dei concorrenti.
Categorie: una principale precisa, poche aggiuntive vere
Oltre alla principale, la guida su come modificare il profilo ti permette al massimo altre nove categorie. Google però chiede di usarne poche e specifiche: descrivono ciò che l’attività è, non ciò che ha. Uno studio dentistico sceglie “Dentista” e aggiunge “Ortodontista” solo se offre davvero quel servizio.
Indirizzo o area servita
Serve una sede reale e presidiata: niente uffici virtuali né caselle postali. Se vai tu dal cliente, come un idraulico, e non ricevi nessuno in sede, nascondi l’indirizzo e indica un’area di servizio, che Google consiglia di contenere entro due ore di auto dalla sede. Nome, indirizzo e telefono devono poi coincidere con quelli del sito, meglio ancora se descritti con i dati strutturati di tipo LocalBusiness.
Orari, compresi festivi e chiusure
Inserisci gli orari normali e usa gli orari speciali per festività, ponti e chiusure, dall’8 dicembre a Ferragosto. Nel sondaggio Whitespark, infatti, l’attività aperta al momento della ricerca è tra i primi cinque fattori.
Attributi, servizi e prodotti
Gli attributi descrivono fatti verificabili: accessibilità, parcheggio, Wi-Fi, pagamenti accettati. I servizi, inoltre, completano il quadro: un’officina che elenca “cambio gomme”, “ricarica climatizzatore” e “revisione” descrive meglio cosa offre, anche se nessun campo garantisce la presenza per ogni ricerca.
Descrizione
Hai 750 caratteri, senza link. Non concentrarla su prezzi e promozioni, che trovano posto nei campi dedicati come offerte e prodotti. Nelle prime righe di’ cosa fai, per chi e dove: “Studio di consulenza del lavoro a Biella, seguiamo paghe e contratti di artigiani e piccole aziende”. Niente elenchi di parole chiave.
Foto, video e post
Pubblica foto vere: l’esterno riconoscibile dalla strada, l’interno, le persone, i lavori finiti. Il solo logo comunica trascuratezza, quindi aggiorna le immagini a ogni cambio di stagione.
I post esistono ancora, in tre tipi: aggiornamenti, offerte ed eventi. Puoi programmarli e renderli ricorrenti, mentre quelli senza intervallo di date finiscono in archivio dopo 6 mesi. Non spostano da soli la classifica, tuttavia mostrano che l’attività è viva.
Sito, prenotazioni e altri link
Collega la pagina più utile, per esempio quella della singola sede. Alcune categorie possono aggiungere link per prenotazioni, ordini o appuntamenti online: sfruttali tutti.
Cosa significa in pratica: dedica alla scheda un pomeriggio intero e compila tutto ciò che riguarda la tua attività.

Le linee guida decidono chi resta sulla mappa e chi sparisce
Google può sospendere o disattivare i profili che non rispettano le linee guida. Nella nostra esperienza le cause si ripetono.
- Parole chiave aggiunte al nome: città o servizi che sull’insegna non ci sono.
- Indirizzo non reale: ufficio virtuale, coworking senza insegna né personale, casella postale.
- Schede doppie per la stessa sede: spesso nate dopo un trasloco.
- Contatti estranei: numeri di call center o a pagamento, link a pagine che non rappresentano l’attività.
Se Google sospende la scheda, non crearne un’altra. Correggi ciò che non rispetta le regole, prepara documenti con nome e indirizzo identici, come visura o bollette, e presenta ricorso.
Più sedi: una scheda per ogni luogo reale
Ogni sede che riceve clienti con personale presente ha la sua scheda, con stesso nome e stessa categoria nelle varie città. Anche un professionista in uno studio associato può averne una, ma solo se rispetta i requisiti di Google su contatto diretto con il pubblico e reperibilità, evitando doppioni con la scheda dello studio. Per le reti più grandi esiste la verifica collettiva. Ogni scheda, poi, punta alla pagina della sua sede, con orari e telefono propri.
Misura le azioni che la scheda genera, non solo le visualizzazioni
Nella sezione Rendimento del Google Business Profile trovi ricerche, visualizzazioni, chiamate, indicazioni, clic al sito e prenotazioni. Il dato più prezioso sono i termini di ricerca: magari ti cercano per “dentista per bambini” e in scheda non l’hai mai scritto.
Leggi però queste azioni come segnali. La guida di Google al Rendimento spiega che le chiamate contano i clic sul pulsante, non le telefonate concluse, e che i dati includono anche azioni arrivate da Google Ads. Allo stesso modo, una richiesta di indicazioni non prova una visita. Per misurare gli esiti collega i contatti a prenotazioni e CRM.
I clic al sito, invece, in Google Analytics finiscono di solito nel traffico organico generico. Aggiungi al link della scheda i parametri UTM, per esempio ?utm_source=google&utm_medium=organic&utm_campaign=scheda-vercelli (con & al posto di ? se l’indirizzo ne contiene già uno). Così in Google Analytics 4 distingui le visite della scheda, sede per sede. Usa gli UTM solo sui link esterni come questo, mai sui link interni del sito.
Infine confronta ogni mese con lo stesso mese dell’anno prima, perché le ricerche locali seguono le stagioni. Se l’interfaccia non conserva abbastanza storico, esporta i dati ogni mese.
Gli errori che vediamo più spesso sulle schede delle PMI
Tornano spesso, e quasi nessuno richiede budget.
- La scheda in ostaggio: l’ha aperta un ex dipendente o un’ex agenzia, e nessuno in azienda ha l’accesso.
- Il nome gonfiato: città e servizi aggiunti all’insegna, finché arriva la sospensione.
- Orari festivi mai inseriti: il cliente arriva il 26 dicembre e trova la saracinesca abbassata.
- Il link sbagliato: punta a un vecchio sito business.site chiuso, oppure alla home senza UTM.
Se la tua scheda ne fa tre o quattro, il margine di miglioramento è ampio e spesso veloce. In Holistika partiamo da un controllo della scheda e dei dati del Rendimento, poi la colleghiamo al sito. Per un parere sulla tua, scrivici.
FAQ
Google Business Profile è gratuito?
Sì, creare e gestire la scheda non costa nulla, e Google precisa che non puoi pagare per migliorare il posizionamento locale. Gli annunci sopra la mappa sono un’altra cosa. Il costo reale è il tempo per tenerla aggiornata.
Posso avere una scheda se lavoro da casa o vado dai clienti?
Puoi essere idoneo se servi i clienti di persona. Se vai da loro e non li ricevi in sede, nascondi l’indirizzo e indica un’area di servizio, che Google consiglia di contenere entro circa due ore di auto. Se invece ricevi clienti in una sede che rispetta i requisiti di Google, puoi mostrarla. Un’attività esclusivamente online, di norma, non è idonea.
Che differenza c’è tra Google Business Profile e Google My Business?
Nella sostanza nessuna: è lo stesso servizio con un nome nuovo. Nel frattempo Google ha tolto la vecchia chat interna e i siti generati dalla scheda, mentre alcuni profili possono aggiungere WhatsApp o messaggi. Anche le domande e risposte stanno cambiando. Cambia l’etichetta, non il lavoro da fare.
Ogni quanto devo aggiornare la scheda?
Inserisci gli orari speciali prima di ogni festività o chiusura, e aggiungi foto e post con una cadenza regolare, anche mensile. Ogni mese controlla poi Rendimento e modifiche proposte da utenti o da Google. Alle recensioni, invece, rispondi appena puoi.